


Il Vangelo del giorno e la parola del nostro Parroco, Don Giordano Commodi
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 33,14-16
Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,25-28.34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Il Vangelo del giorno e la parola di Don Samy Cristiano Abu Eideh, Rettore della Basilica di San Pietro di Perugia
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 18,33b-37
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Dal libro del profeta Daniele
Dn 7,13-14
Guardando nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.
Il Vangelo del giorno e la parola del nostro Parroco, Don Giordano Commodi
Dal libro del profeta Daniele
Dn 12,1-3
In quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo.
Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.
Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.
I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 13,24-32
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Il Vangelo del giorno e la parola del nostro Parroco, Don Giordano Commodi
Dal primo libro dei Re
1Re 17,10-16
In quei giorni, il profeta Elìa si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elìa le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,38-44
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Il Vangelo del giorno e la parola di Don Alessandro Scarda, Parroco di S. Lucia in Perugia
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 31,7-9
Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,46-52
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Nato a Buti (Pisa) il 14 gennaio 1887, dopo gli studi presso il Seminario Diocesano di Pisa venne consacrato sacerdote il 16 luglio 1911.
Con l’entrata in guerra dell’Italia, venne immediatamente chiamato al fronte in qualità di Tenente Cappellano nel 125° Reggimento fanteria Brigata Spezia.
Venne decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: “In una casa battuta ed incendiata dal fuoco nemico, provvide, con coraggio, calma ed intelligente operosità, a sgombrare e mettere in salvo numerosi feriti che vi erano ricoverati – Plava, 16-17 giugno 1915”
Fatto prigioniero dalle truppe tedesche in seguito alla rotta di Caporetto, venne internato nel famigerato campo di prigionia di Celle Lager (Bassa Sassonia) dal 3 dicembre 1917 al 17 ottobre 1918.
Terminato il conflitto, fu per oltre 20 anni Rettore del Seminario pisano e Vicario Diocesano, finchè nel 1945 venne eletto Vescovo titolare di Eurea di Epiro (sede soppressa) ed Ausiliare di Pisa.
Con Bolla Pontificia del 2 agosto 1949 fu nominato Vescovo di Città della Pieve, in cui fece ingresso il successivo 9 ottobre.
Fu purtroppo lui a dover prendere atto prendere atto del tramonto del mondo rurale e della pratica religiosa nelle campagne pievesi, ragione per cui la nostra piccola e periferica Diocesi divenne dapprima suffraganea di quella di Perugia nel 1972.
Monsignor Barbieri il 3 giugno 1977 dette le proprie dimissioni dalla carica e morì il 19 maggio 1982, all’età di 95 anni
Non venne nominato un nuovo vescovo e la Diocesi fu, di fatto, accorpata a Perugia. L’unione definitivamente ratificata nel 1986.
Il Vangelo del giorno e la parola del nostro Parroco, Don Giordano Commodi
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Dal libro del profeta Isaìa
Is 53,10-11
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Don Giordano Commodi
Arciprete del Capitolo della Concattedrale dei SS. Gervasio e Protasio in Città della Pieve
Parroco della Parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio in Duomo
Rettore del Santuario della Madonna di Fatima
Legale rappresentante del Seminario Vescovile di Città della Pieve
Moderatore unità pastorale dell’Unità Pastorale 30 (Città della Pieve – Moiano – Monteleone d’Orvieto – Ponticelli – S. Litardo)
Ordinato sacerdote il 29/06/2019, già vicario parrocchiale di Monteluce, Casaglia e Santa Petronilla
“… Giordano Commodi ha 38 anni ed è proveniente da Gualdo Tadino. Studente di Chimica e tecnologie farmaceutiche, ha interrotto il percorso universitario a pochi esami dalla laurea perché assunto dalla farmacia Ricci di Torgiano, dove ha lavorato per cinque anni, fino all’ingresso in Seminario.
Cresciuto negli anni dell’infanzia a contatto con i frati Cappuccini del Convento della Madonna del Divino Amore, vicino casa, nell’età adolescenziale si era poi completamente distaccato da qualsiasi percorso di crescita spirituale. Durante gli studi universitari, però, (ottobre 2006), inizia a frequentare il cammino dei Dieci Comandamenti proposto dal Convento di Monteripido di Perugia.
“Colpito dalla Parola che mi veniva annunciata – racconta Giordano – ho avuto come la sensazione di respirare a pieni polmoni, di ricevere un nutrimento mai assaggiato prima, finché ciò che inizialmente sembrava pura curiosità è divenuto un bisogno”.
Seguendo il consiglio di alcuni amici, inizia poi a frequentare la realtà parrocchiale di Castel del Piano e conosce il Parroco don Francesco Buono, che lo inserisce nelle diverse attività parrocchiali destinate a giovani e adulti. “Grazie a quelle esperienze, gradualmente cresceva sempre più dentro di me il desiderio di donarmi, di spendere totalmente la mia vita per gli altri. Mi accorgevo che, quanto più mi donavo, tanto più ricevevo.
Cominciò però anche una grande lotta interiore: tutto ciò che possedevo, la casa, il lavoro, il denaro, erano un inciampo che non riuscivo ad allontanare. Nel silenzio, nella preghiera e nell’Adorazione, queste difficoltà si sono infine sciolte. Il Signore mi ha parlato e il mio cuore ha risposto con un forte ‘eccomi’… “
Dopo un attento colloquio con don Francesco ed un paterno incontro con l’Arcivescovo Gualtiero Bassetti, ho intrapreso il cammino del Seminario Regionale Umbro, che mi ha accompagnato fino al grande giorno, ormai prossimo, della mia ordinazione sacerdotale”.
(Intervista del Giugno 2019 a cura di Don Federico Casini, Parroco di Castiglione della Valle, Mercatello, Spina, S. Biagio della Valle)